Mariana Enríquez. La violenza dei corpi e sui corpi

A cura di Arianna Mainardi

giovedì 22 gennaio 2026

“Non so se riuscirei a dormire, se non venisse a trovarmi. Tutti loro, i miei morti tristi, sono una mia responsabilità”. Così, in I miei morti tristi, tradotto e pubblicato nella raccolta Un luogo soleggiato per gente ombrosa da Marsilio (2025), Mariana Enríquez dà corpo a uno spazio liminale per noi e i nostri mostri, o forse per noi, che siamo i nostri mostri.
Scrittrice e giornalista, nata e cresciuta in Argentina, Mariana Enríquez è considerata una delle esponenti contemporanee del gotico costituito da una soggettività politica. Le sue storie intrecciano i paesaggi ‘reali’, marcati da profonde disuguaglianze (esito delle violenza del patriarcato, del colonialismo, della dittatura…), con fantasmi, streghe e brandelli di corpi animati, e ci permettono di stare là dove è evidente che non esista nessun confine chiaro tra queste dimensioni. Attraverso le sue più recenti pubblicazioni in lingua italiana, proveremo a discutere di corpi e delle loro vendette, della risonanza affettiva prodotta dall’orrore del quotidiano e della sua potenza politica.

 

Arianna Mainardi è ricercatrice all’Università di Bergamo. I suoi interessi di ricerca riguardano il corpo, le relazioni, la sessualità e le tecnologie. Tra le sue pubblicazioni, Digital Girls. Le ragazze e la ridefinizione dei rapporti di genere online e offline (ETS 2022).

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