Da vent’anni Ali Smith scrive romanzi etici e politici che sembrano raccontare le vite ordinarie di persone ordinarie; in realtà dimostrano come i più piccoli gesti sono intrisi di conseguenze sugli altri. Scritta tra il 2016 e il 2020, la quadrilogia delle stagioni (Autunno, Inverno, Primavera, Estate) registra le inquietudini del presente post-Brexit. Tra l’avvento dei nuovi nazionalismi e la pandemia, questi libri mettono la letteratura alla prova del presente. Smith crede a tal punto nell’arte, che i suoi personaggi — spesso sfortunati, persi o anche maligni (loro malgrado) — trovano la redenzione nell’immaginazione.
Camilla Pietrabissa è docente di Storia dell'Arte Moderna all'Università di Venezia. Fa parte del centro di ricerca Labim – Laboratorio dell'Immagine dell'Università IUAV, e della redazione del progetto collaborativo di edizione critica online dell'Encyclopedie di Diderot e d'Alembert. Ha scritto numerosi saggi e articoli sull'arte moderna in prospettiva ecocritica, sulla dimensione spaziale dell'arte e sulla teoria dei media artistici.
Inaugura la quarta stagione del ciclo Scrittrici dell'altro mondo un programma di incontri volto a divulgare il pensiero, la poetica e la pratica di alcune autrici del Novecento e contemporanee: Clarice Lispector, Getrude Stein, Donna Haraway, Antonia Pozzi, Mariana Enríquez, Lalla Romano, Ali Smith, Grazia Deledda, Ágota Kristóf. Nove percorsi biografici in cui i confini tra arte e vita si fondono fino a diventare invisibili e manifestarsi in un'unica pratica artistica di vita. Intrecciando letteratura, filosofia e arte queste autrici si rendono capaci di sovvertire la norma per disegnare possibili mondi altri. Per ognuna di queste figure, le scelte prese come soggetto privato diventano così una possibilità di immaginazione politica radicale il cui eco risuona fino ai nostri giorni.
A condurre il ciclo saranno ricercatrici provenienti da differenti discipline, chiamate a portare il proprio sguardo secondo differenti prospettive e sensibilità. Le une e le altre, figure differenti ma, ognuna a suo modo, in grado di infrangere la fissità del "migliore dei mondi possibili" in una molteplicità di mondi altri.