Grazia Deledda vinse il premio Nobel per la letteratura nel 1926 con questa motivazione: “per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano”.
Poche righe che definiscono una scrittrice – troppo spesso dimenticata – capace di raccontare l’universale a partire da un punto di vista radicato nella sua storia, nella sua lingua madre e nella sua provenienza, ma soprattutto di guardare al mondo con la pietà – quasi grazia – che nulla nasconde del dolore e della fatica del reale, ma che immagina anche altri modi di vivere. Leggere Deledda, così, ci porta a interrogarci su come inseguire la libertà senza tagliare le nostre radici.
Carlotta Cossutta è ricercatrice in filosofia politica presso l'Università degli Studi di Milano. Fa parte del centro di ricerca Politesse – Politiche e teorie della sessualità dell'Università di Verona, con cui porta avanti alcuni dei suoi interessi di ricerca: la storia del pensiero politico delle donne e le teorie femministe e queer. Si è a lungo occupata di Mary Wollstonecraft, di cui ha recentemente curato la traduzione di Mary Wollstonecraft e la nascita del pensiero dell’uguaglianza (Mondadori, 2025), e su cui ha scritto Avere potere su se stesse: politica e femminilità in Mary Wollstonecraft (ETS 2021). Nel 2023 ha pubblicato Domesticità. Lo spazio politico della casa nelle pensatrici statunitensi del XIX secolo (ETS), e Dolce o violenta che sia. Elena Giannini Belotti (Olià/Electa, 2023). Le sue riflessioni si nutrono delle collettive e dei movimenti transfemministi che attraversa.
Inaugura la quarta stagione del ciclo Scrittrici dell'altro mondo un programma di incontri volto a divulgare il pensiero, la poetica e la pratica di alcune autrici del Novecento e contemporanee: Clarice Lispector, Getrude Stein, Donna Haraway, Antonia Pozzi, Mariana Enríquez, Lalla Romano, Ali Smith, Grazia Deledda, Ágota Kristóf. Nove percorsi biografici in cui i confini tra arte e vita si fondono fino a diventare invisibili e manifestarsi in un'unica pratica artistica di vita. Intrecciando letteratura, filosofia e arte queste autrici si rendono capaci di sovvertire la norma per disegnare possibili mondi altri. Per ognuna di queste figure, le scelte prese come soggetto privato diventano così una possibilità di immaginazione politica radicale il cui eco risuona fino ai nostri giorni.
A condurre il ciclo saranno ricercatrici provenienti da differenti discipline, chiamate a portare il proprio sguardo secondo differenti prospettive e sensibilità. Le une e le altre, figure differenti ma, ognuna a suo modo, in grado di infrangere la fissità del "migliore dei mondi possibili" in una molteplicità di mondi altri.