Dal 2006 Massimo D’Anolfi porta avanti la sua pratica cinematografica insieme a Martina Parenti: un cinema documentario che mantiene una dimensione artigianale, basata sulla ricerca sul campo.
Nei loro film D'Anolfi e Parenti hanno sempre applicato il proprio sguardo senza prendere posizione in alcuna altra forma. In questo modo il loro cinema ha acquisito una profondità quasi saggistica, indagando attraverso il loro sguardo temi complessi come il funzionamento di infrastrutture civili (nei film Il castello e Blu) e il potere militare (in Materia oscura e Guerra e pace).
Senza utilizzare parole, i loro film riescono a mettere in relazione temi come la resistenza anticoloniale dei nativi americani, le statue del Duomo di Milano e le forme di vita unicellulare (in Spira Mirabilis), fino all'indagine sugli altri regni del mondo non umano di Bestiari, erbari, lapidari.
D'Anolfi e Parenti esprimono così un senso di interconnessione con tutto ciò che è altro dall’umano, attraverso immagini nelle quali la molteplicità di tempi diventa percepibile dal nostro sguardo come stratificazioni geologiche.
In questo incontro, Giulio Sangiorgio dialogherà con Massimo D'Anolfi per una lettura del genere documentario alla luce della sua poetica.