I confini non hanno nulla di naturale. È così che Marco Aime apre l’ultimo numero di Jacobin, dedicato alla violenza dei confini e alle storie e resistenze di chi la combatte. La natura artificiale e contingente dei confini e delle frontiere è infatti la base concettuale da cui prende avvio questo numero della rivista ed è anche il filo conduttore che guiderà questo intervento. Parleremo di mobilità, di barriere fisiche, amministrative e simboliche, di tecnologie e profilazione razziale, e di come i confini siano diventati decisivi per la produzione e riproduzione di disuguaglianze e asimmetrie. L’obiettivo sarà quello di analizzare criticamente la recente radicalizzazione delle pratiche di governo della mobilità, con un focus sulle deportazioni e la criminalizzazione delle persone migranti.
Anna Casaglia è professoressa di geografia politica presso l’Università di Trento. I suoi interessi di ricerca riguardano i processi di confine e la gestione della mobilità, il rapporto tra conflitto e spazio, le dimensioni spaziali delle relazioni di potere e il populismo di destra. Ha pubblicato il volume “Nicosia beyond partition. Complex geographies of the divided city” e numerosi articoli su riviste internazionali di geografia.