Maria Sibylla Merian inizia il suo percorso come pittrice di nature morte nella Germania del Seicento, ma fin da giovanissima lo studio dal vero diventa per lei molto più di un semplice esercizio artistico. L’osservazione diretta di piante e insetti e dei loro cicli vitali la conduce, negli anni, a diventare una delle figure più importanti nell’entomologia del suo tempo. I suoi libri, in cui unisce rigore scientifico e qualità illustrativa, saranno fondamentali non solo per la descrizione degli insetti ma anche anticipatori della moderna ecologia.
Dopo essersi separata dal marito nel 1685, Merian segue il suo desiderio di conoscenza e comincia a viaggiare per procurarsi materiali di studio e approfondire le sue osservazioni sul campo. Questa spinta culmina nel 1699, quando, all’età di 52 anni, decide di partire per il Suriname, sostenuta unicamente dalle sue risorse e dalla figlia Dorothea.
Al suo ritorno in Europa, Merian ottiene riconoscimenti per il valore delle sue osservazioni, ma nei secoli successivi la sua figura cade progressivamente nell’oblio, fino a rimanere spesso solo come soggetto decorativo in cataloghi di farfalle o cartoline illustrate. Solo recentemente la sua figura è stata riscoperta, e oggi possiamo finalmente ricollocarla nel posto che merita nella storia della scienza e dei viaggi di esplorazione naturalistica.
Il nuovo ciclo Viaggiatrici dell’altro mondo, un programma di incontri dedicato a esplorare il viaggio come pratica di conoscenza, trasformazione e sovversione, a partire dalle esperienze di alcune donne che, nel corso della storia, hanno scelto di partire.
Tradizionalmente narrato attraverso nomi e sguardi maschili, il mondo dell’esplorazione è stato attraversato anche da donne che, seppur osteggiate da una società che le relegava a spazi ristretti e private di appoggi istituzionali o di committenti che ne sostenessero le imprese, hanno intrapreso percorsi lunghi e avventurosi spinte da una radicale determinazione e da un profondo desiderio di conoscenza. Il viaggio diventa per loro un gesto di disobbedienza e di apertura: un attraversamento geografico ma anche politico e simbolico, capace di scardinare ruoli imposti, ridefinire identità e produrre nuove forme di sapere.
Attraverso le esperienze di Maria Sibylla Merian e Jeanne Baret, il ciclo Viaggiatrici dell’altro mondo invita a pensare al viaggio come pratica di emancipazione, una storia dell'esplorazione al femminile non come gesto di conquista di destinazioni geografiche ma come atto di conoscenza e scelta di libertà.
Zena Masud ha conseguito la laurea magistrale in Bibliografia presso l’Università degli Studi di Milano. Dopo gli studi ha collaborato con l’Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana ed è stata curatrice del catalogo delle edizioni di Aldo Manuzio il Vecchio presso l’Istituto. Per Libri e Documenti ha pubblicato l’articolo “La raccolta dei poeti cristiani di Aldo. Edizioni multiple ed edizioni semi-aperte”. È tra i membri fondatori del Centro di Cultura Araba. Dal 2021 lavora presso una casa d’aste online come esperta di libri antichi e rari e come curatrice delle aste dedicate a libri di viaggio e di scoperte scientifiche.